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James Kerr, conosciuto più semplicemente come Jim, è stato (ed è tutt’ora) l’anima e lo spirito di una delle band più rappresentative ed influenti degli anni ottanta e novanta.

Con i Simple Minds, Jim Kerr e ha venduto circa 60 milioni di album, arrivando alla posizione numero uno delle classifiche britanniche con ben cinque dischi oltre che realizzare numerosi brani simbolo degli anni ’80 e ’90 come “Don’t you (Forget About Me)”, “Glittering Prize”, “Alive and Kicking”  e “Belfast Child”, quest’ultima arrivata alla numero uno dei singoli nel 1989.

Curioso l’aneddoto riguardante “Don’t you (Forget About Me)”: nel 1985 e un certo Keith Forsey si sta occupando della colonna sonora del film “The Breakfast Club” di John Hughes. Forsey scrive il testo e le musiche, è convinto che sia un bel pezzo e così si rivolge a Bryan Ferry, leder dei Roxy Music che però declina l’offerta; lo stesso capita con Billy Idol. Questi snobbarono un brano dove avrebbero dovuto cantare un “La, lalala, lalala…”, ed è così che la scelta ricade su di una strana band new wave di origine scozzese: i Simple Minds registrano il pezzo in meno di tre ore, il resto è leggenda.

Il periodo di massimo splendore dei Simple Minds è durato una decina di anni, dall’inizio degli anni ottanta fino ai primi novanta, regalando al mondo della musica canzoni indimenticabili. Sebbene Kerr e soci siano andati avanti a pubblicare dischi nel corso di tutti gli anni ’90 e fino ai giorni nostri (il loro ultimo disco “Walk Between Worlds” è uscito nel 2018), la band di Glasgow non è mai più riuscita a raggiungere i livelli che li aveva visti brillare durante i loro primi anni di carriera, mantenendo comunque tutt’oggi un grande seguito tra i fan di tutto il mondo.

Kerr ha pubblicato il suo primo album da solista, “Lostboy! AKA Jim Kerr”, il 27 maggio del 2010. Nel 2016, lui e i Simple Minds hanno ricevuto l’Ivor Novello Award come Outstanding Song Collection dalla British Academy of Songwriters, Composers e Authors.