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La notizia – riferita in origine dal britannico Times – del bando nei confronti della musica firmata dal Re del Pop da parte del network radiotelevisivo pubblico britannico in seguito alle denunce contenute nel controverso documentario “Leaving Neverland” è stata smentita dai vertici della stessa BBC.

“Noi non mettiamo al bando gli artisti”, ha spiegato a Variety un portavoce della British Broadcasting Corporation riguardo al presunto bando di Michael Jackson dalle frequenze del gruppo: “Consideriamo ogni canzone nel merito e le decisioni su cosa suonare sui nostri canali sono sempre prese con in testa il contesto nel quale operiamo e il tipo di pubblico al quale ci stiamo rivolgendo”.

Negli USA Cumulus Media, il secondo network radiofonico per grandezza dopo quello della NPR, ha lasciato libertà di coscienza alle singole emittenti circa la decisione di programmare o meno la musica di Jackson: “Non siamo né saremo mai a favore della censura”, ha chiarito un portavoce del gruppo, “La decisione su cosa mandare in onda è una scelta che demandiamo ai direttori dei programmi delle singole emittenti, che sono incaricati di compiere le giuste scelte alla luce degli orientamenti delle platee alle quali si rivolgono”.

Secondo USA Today, invece, le tre principali stazioni di Montreal, il maggiore dei centri urbani in Quebec, in Canada, avrebbero tolto dalla propria programmazione i brani di Jackson in seguito alla messa in onda – da parte della HBO – di “Leaving Neverland”.