Category: news

Quarantasette anni fa, quando a New York l’estate era da poco cominciata, moriva nel Queens uno dei più grandi musicisti jazz della storia. Trombettista e cantante, peso massimo degli anni d’oro del jazz, Louis Armstrong non ha avuto una vita facile. Afroamericano dalla pelle scura in una realtà, la New Orleans dei primi decenni del Novecento, dai forti connotati razzisti, Satchmo, come fu soprannominato il musicista, detto anche Pops, crebbe in una famiglia povera e sfilacciata e iniziò a suonare per mettere da parte qualche soldo. Con la sua cornetta si è esibito per le strade, tra le band e nei battelli fino a quando il suo suono (e la sua voce) furono abbastanza maturi da puntare più in alto. E fu così che Armstrong si trasferì nella “Windy City”, Chicago, al seguito del suo mentore Joe “King” Oliver e della sua band, della quale il trombettista entrò a far parte mentre la città statunitense legava sempre più il suo nome a una scena jazz in rapidissima ascesa. È in questo contesto che il musicista iniziò a incidere i suoi primi lavori. Il resto è storia. Una storia che forse non sarebbe la stessa se non vi figurasse anche il nome di Ella Fitzgerald, “Lady Ella”, la “First Lady of Song” e “Regina del jazz”. Quando si conobbero entrambi erano già due icone, ma la loro collaborazione, che discograficamente diede alla luce tre dischi, si impresse negli annali.