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31 anni fa, il 15 luglio del 1989 i Pink Floyd suonarono di fronte a Piazza San Marco a Venezia, durante la festa del Redentore: un concerto storico e tra i più discussi della storia del rock, prima durante e soprattutto dopo.
L’idea fu del promoter Fran Tomasi: far suonare la band inglese su una mega piattaforma galleggiante, un concerto gratuito in diretta TV. Lo show fu oggetto di acceso dibattito politico, e viene ricordaoa dalla città come un disastro per l’impatto delle centiniaia di migliaia di persone.Nessuno aveva preparato transenne, servizio d’ordine, servizi minimi di assistenza, gabinetti chimici, acqua, ristoro. La Sovrintendenza, coinvolta all’ultimo, aveva ottenuto un abbassamento dei decibel a livelli quasi inaudibili a terra e vietato, per motivi estetici, gabinetti chimici e un megaschermo in piazza.Alla fine tutti tornarono a casa lasciando tonnellate di immondizie sul posto (che nessuno si premurò di raccogliere per due giorni) e liberando la vescica dove possibile.
Per Venezia e i veneziani fu un incubo, in parte raccontato poi dai Pitura Freska e Skardy nella loro famosa canzone “Pin Floi”.
Per la maggior parte dei fan una giornata comunque indimenticabile nonostante la disorganizzazione totale, i chilometri a piedi sul ponte per ritrovare le auto abbandonate in terraferma, i treni superaffollati, molti costretti a dormire dove capitava, stremati.