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Ci sono voluti ben 34 anni – era il 1986 quando accadde per l’ultima volta – ma ora, negli Stati Uniti, il vinile ha operato il contro sorpasso e ha superato il CD nei dati di vendita. A comunicarlo ufficialmente è la Recording Industry Association of America. Nei primi sei mesi del 2020 il vinile ha fatturato 232,1 milioni di dollari a fronte dei soli 129,9 milioni di dollari incassati dai CD.

Le vendite fisiche sono diminuite complessivamente del 23% nella prima metà di quest’anno. Tuttavia, le vendite di CD sono diminuite del 48%, mentre le vendite dei vinili hanno iniziato a salire. Le vendite digitali sono diminuite del 22%, per un totale di 351 milioni di dollari.

Nel complesso, come riporta il sito Consequence of Sound, l’industria musicale ha registrato un aumento dei profitti del 5,6%, per un totale di 5,7 miliardi di dollari nella prima metà del 2020. Lo streaming ha rappresentato la maggioranza di quel numero, addirittura l’85% delle entrate totali. Gli abbonamenti ai servizi di streaming a pagamento sono aumentati del 24%.

Con tutto quello che è accaduto nel 2020, con la pandemia da Coronavirus che ha paralizzato il settore della musica dal vivo e ritardato la pubblicazione di molti album, è abbastanza strano pensare che l’industria musicale non solo sia andata in pareggio, ma che abbia realizzato anche un piccolo profitto.