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Zucchero si ferma per un po’. Il bluesman ha chiuso ieri sera, domenica 29 luglio, una serie di concerti lunga quasi due anni: l’ultimo concerto lo ha visto esibirsi a Moosburg, in Austria. È stata un’occasione per salutare per l’ultima volta il pubblico prima di prendersi una pausa. Non l’ha annunciata, ma di fatto dopo quello di ieri sera non ci saranno altri concerti: il calendario, per quanto riguarda i prossimi mesi, è vuoto.

In quasi due anni sono stati 166 i concerti tenuti da Zucchero: la tournée ha toccato cinque concerti, passando per quasi cinquanta nazioni e 136 città. Il cantautore si è esibito in location prestigiose come la Royal Albert Hall di Londra, l’Olympia di Parigi, l’Opera House di Sydney e il Coliseo di Buenos Aires. All’inizio di luglio, poi, i due concerti in Piazza San Marco a Venezia (dopo il record delle ventidue Arene di Verona e i concerti nei palasport). Con lui, sul palco, la band internazionale composta da Polo Jones (direttore musicale e basso), Kat Dyson, Doug Pettibone e Mario Schilirò (chitarre), Brian Auger (organo Hammond), Queen Cora Coleman e Adriano Molionari (percussioni), Nicola Peruch (tastiere), Andrea Whitt (violino, mandolino, pedal steel guitar), James Thompson (sax), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (tromba e corni) e Carlos Minoso (trombone e tuba).

Al momento non sono stati annunciati altri impegni dal vivo. Zucchero potrebbe presto rimettersi al lavoro su nuova musica, dopo la raccolta “Wanted”: il suo ultimo album di inediti, “Black cat”, risale al 2016. “Sono stato negli Stati Uniti a incontrare produttori e musicisti, ma non ho voglia di fare un disco perché di questi tempi anche se fai il Nabucco passi inosservato”, ha fatto sapere ai giornalisti, a Venezia.